MISSIONE POPOLARE DI SUOR GABRIELA A SALERNO

Salerno, 5-12 Marzo 2017

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IO SONO UNA MISSIONE

Sono stati giorni di Grazia e di fraternità quelli vissuti nella comunità Parrocchiale di “Santa Maria ad Martyres” a Salerno.
In occasione del 600.mo anniversario della nascita di San Francesco di Paola, anno giubilare per la famiglia dei Frati
e suore minimi, dal 5 al 12 marzo ho avuto la grande opportunità di partecipare alla settimana di missione popolare
insieme ad un gruppo di 18 suore e 4 frati minimi; tra le suore abbiamo avuto la fortuna di avere con noi due monache minime,
che ci sostenevano già da prima con la loro preghiera e durante la settimana con l’adorazione eucaristica quotidiana.
E’ stata una settimana intensa di lavoro, ma soprattutto ricca di esperienze. Al mattino ci preparavamo per andare
alla stazione ferroviaria dove arrivavano soprattutto i giovani che andavano a scuola o al lavoro per dare
il “GOD/GOOD MORNING” cioè per dare un buon giorno da parte di Dio: c’era chi ci guardava con stupore,
chi ci ignorava, chi addirittura cambiava marciapiede, o semplicemente guardava il cellullare, ma negli ultimi giorni
c’era già qualcuno che ci aspettava. Inoltre, ci hanno aperto le porte di alcune scuole medie e superiori, dove abbiamo avuto
la grazia di incontrare tanti giovani e adolescenti con diverse e molteplici situazioni di vita piuttosto complesse.
Le persone responsabili e coordinatrici dei vari gruppi ci hanno chiesto di tornare alle loro scuole, ovviamente statali,
per incontrare i loro giovani nei giorni successivi. Il Signore fa miracoli quando un amico lo chiede, e veramente
questa settimana è stata così. Oltre a questi meravigliosi incontri abbiamo avuto la fortuna di vedere i bambini del catechismo
che si preparano a ricevere i sacramenti, gli anziani di una delle case di riposo della città, gli ammalati dell’ospedale
e anche quelli che si trovano a casa da soli o che non possono uscire più per malattia o altri motivi; ma la cosa più importante
e più bella, era semplicemente quella di poter stare con tutti quanti, a volte anche
senza parlare e semplicemente ascoltare le loro storie, le loro esperienze, la loro vita ordinaria.
Ho toccato con mano il desiderio delle persone di essere ascoltate, e di sentirsi accolte
da questo semplice gesto. Abbiamo lavorato tra di noi come equipe cercando di mettere in pratica una formula
che ci è stata data da una monaca: S + A = A che significa: silenzio più ascolto uguale accoglienza.
Accogliere l’altro con un gesto di ascolto richiede di fare silenzio dentro di noi per potergli concedere spazio
non solo nella nostra mente, ma soprattutto nel nostro stesso cuore.
Quasi alla fine della settimana abbiamo vissuto un momento di adorazione molto bello, insieme alla comunità parrocchiale.
Durante la prima parte, fino a mezza notte, siamo sati guidati nella contemplazione mediante i canti e i segni
che ci portavano ad entrare davvero in un clima di preghiera; dopo la mezzanotte, a turni, siamo rimasti in silenzio
adorando Gesù eucaristia fino alle 6 del mattino, quando abbiamo concluso con le lodi. Così rinnovati nello spirito
siamo andati di nuovo per strada a dare il GOD/GOOD MORNING.
Papa Francesco nella Evangelli Gaudium dice che la missione è qualcosa che non posso sradicare dal mio essere
se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere
se stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare.
Tutti noi pertanto siamo chiamati non soltanto a fare missione, ma a prendere consapevolezza che siamo noi stessi
una missione: la nostra vita non è un caso, non siamo frutto della casualità, siamo figli amati di un Padre di Misericordia
che ci invita ad andare incontro ai nostri fratelli, cominciando con quelli che sono accanto ad ognuno di noi, il nostro prossimo.