Il 18 giugno 1989 Papa Giovanni Paolo II proclamava beata Madre Elisabetta Renzi, fondatrice delle Maestre Pie dell’Addolorata. A trentasette anni di distanza, la ricorrenza è diventata un’occasione per tornare alle origini della Congregazione e rinnovare il significato di una vocazione che continua a esprimersi nel servizio educativo e nell’attenzione alle persone più fragili.

A Coriano, dove ha avuto inizio la storia delle Maestre Pie

Giovedì 18 giugno 2026, giorno esatto dell’anniversario della beatificazione, la ricorrenza è stata ricordata a Coriano, alla presenza di Madre Serena Pinotti.
Il legame con questo luogo è particolarmente profondo. Elisabetta Renzi vi arrivò il 29 aprile 1824, assumendo la responsabilità di un’opera educativa destinata alle ragazze più povere. Fu proprio a Coriano che, nel 1839, prese forma la Congregazione delle Maestre Pie dell’Addolorata. Nella cappella della Casa Madre sono ancora oggi custoditi e venerati i resti mortali della fondatrice.
Ricordare la beatificazione in questo luogo significa dunque ritornare alle radici di un’esperienza religiosa nata dalla capacità di riconoscere i bisogni del proprio tempo e di offrire risposte concrete attraverso l’educazione. Un aspetto che Giovanni Paolo II aveva sottolineato nell’omelia del 18 giugno 1989, riconoscendo in Madre Elisabetta una particolare sensibilità verso la condizione femminile e la capacità di intuire le nuove responsabilità che le donne avrebbero assunto nella società.

A Rimini, la celebrazione con il vescovo Nicolò Anselmi

Domenica 21 giugno, nella Casa Generalizia delle Maestre Pie dell’Addolorata a Rimini, mons. Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini, ha presieduto la celebrazione eucaristica per il 37° anniversario della beatificazione di Madre Elisabetta Renzi.
Alla presenza della Superiora generale, Madre Serena Pinotti, la comunità ha ricordato anche gli anniversari di professione religiosa di alcune sorelle, rendendo grazie al Signore per il loro cammino di consacrazione.
Il ricordo degli anniversari di professione ha dato alla celebrazione un significato che va oltre la memoria di una data. È stato un richiamo alla fedeltà di chi, nel corso degli anni, ha scelto di fare della propria vita una risposta alla chiamata del Signore.
Al termine dell’Eucaristia, la comunità si è ritrovata per condividere un momento di festa e di fraternità.

L’anniversario assume un significato particolare anche perché il 2026 segna i 150 anni della presenza delle Maestre Pie a Rimini, iniziata nel 1876. Un lungo percorso nel quale l’intuizione educativa di Madre Elisabetta ha continuato a trovare espressione, accompagnando la crescita di generazioni di bambini e ragazzi.

Nel ricordo della fondatrice, le Maestre Pie dell’Addolorata affidano al Signore il cammino delle loro comunità, chiedendo, per intercessione della Beata Elisabetta, il dono della perseveranza e di nuove vocazioni.
Perché l’eredità di Madre Elisabetta non appartiene soltanto alla storia della Congregazione. Continua a vivere nelle persone che oggi raccolgono il suo invito a dedicarsi agli altri attraverso l’educazione.